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Matteo Ricci
Matteo Ricci
Ritratto di Matteo Ricci dipinto durante la veglia notturna della sua morte, 11 Maggio 1610
 
MATTEO RICCI. DA MACERATA A PECHINO

Matteo Ricci nasce a Macerata nel 1552. Compiuti sedici anni, il giovane Matteo inizia a frequentare l'Università della sua città per poi recarsi a Roma, sotto suggerimento del padre. Contrario alla volontà di quest'ultimo Matteo decide di entrare nella Compagnia di Gesù.
Non ha neanche diciannove anni. Studia e si forma presso il Collegio Romano, dove entra in contatto con i più autorevoli studiosi del tempo. A venticinque anni Matteo Ricci scopre la sua vocazione missionaria e nel 1577 viene destinato in Oriente.
Nel 1582 Matteo Ricci arriva in Cina. Sbarca in Cina vestito da bonzo, con la testa rasata, in tre anni ha già imparato il cinese.
A Zhaoqing Matteo e un suo confratello trovano accoglienza dopo essersi presentati presso il governatore Wang Pan, ma i problemi non mancarono in quella città e i due gesuiti furono accusati ingiustamente di alcuni reati e per questo dovettero cambiare città.
Sono gli anni in cui Ricci studia da vicino la cultura e la filosofia cinese, il Confucianesimo, prima di tutto. Pubblica il primo catechismo cinese facendolo derivare da Confucio. I superiori del gesuita di Macerata lo incoraggiavano ad entrare sempre più all'interno della Cina, per questo Ricci arrivò fino a Pechino, passando per Nanchang, nel 1601. Ma qui non ebbe vita facile, perchè Ricci entrato in contatto con gli eunuchi della Corte imperiale rimase rinchiuso in prigione per mesi. Trascorso questo periodo ebbe il permesso di vivere a Pechino a spese del pubblico erario. Muore nel 1610, a 58 anni. Negli anni della missione convertì, nel regno del drago, circa tre mila fedeli.

BIBLIOGRAFIA

Padre Matteo Ricci con il suo alto numero di opere edite e inedite fece conoscere il Cristianesimo e la civiltà occidentale al popolo cinese, e la filosofia e la civiltà della Cina all'Occidente.
I suoi scritti si possono raggruppare in due serie.
La prima è quella degli scritti con cui fece conoscere in Cina il Cristianesimo e la civiltà dell'Occidente. La seconda serie riguarda gli scritti con cui Matteo Ricci fece conoscere all'Occidente la filosofia e la civiltà della Cina.
Per la diffusione del cattolicesimo collaborò insieme a Padre Ruggeri, che lo aiutò nella traduzione in cinese dei Dieci Comandamenti, del Credo, del Pater e dell'Ave Maria, e per la stesura definitiva del Testo esatto della vera esposizione del Signore del Cielo, edito in lingua cinese nel 1584. Poi compilò il Solido trattato su Dio, stampato in Cina nel 1603 e ristampato più volte in altre lingue orientali; la Dottrina cristiana del 1605 e ristampato anch'esso varie volte;
La spiegazione della dottrina cristiana, nonché il calendario gregoriano nel 1589 e le Conversazioni catechetiche, destinate ai mandarini e ai letterati nel 1585.
Della morale cristiana trattò ampiamente nelle seguenti pubblicazioni, anch'esse in lingua cinese: Trattato sull'Amicizia, ristampato più volte dal 1595; le Venticinque parole, opera stimata anche dai buddhisti, edita varie volte dal 1605 e, successivamente, inserita fra le migliori opere della Cina; i Dieci capitoli di un uomo strano o i Dieci paradossi, quest'ultima stampata più volte dal 1608 in poi e inserita fra le migliori opere letterarie cinesi; le Otto canzoni per clavicembalo occidentale, composte per essere cantate alla Corte imperiale.
Per quanto riguarda la scienza e la cultura occidentale, Padre Matteo Ricci fece conoscere soprattutto la matematica, con la traduzione di varie opere di Clavius tra cui i suoi scritti, l'astronomia, la cosmografia, la geografia e la fisica con le seguenti pubblicazioni: Mappamondo cinese, che ebbe sei edizioni e fu ammirato dallo stesso imperatore Wan Li; il Trattato dei quattro elementi, che ebbe un grande successo; il Trattato delle costellazioni, composto addirittura in versi; la Guida al calcolo con confronti letterari, a cui collaborarono vari letterati cinesi; gli Elementi di geometria, che furono tradotti anche in tartaro; il Metodo e teoria delle misure e Astrolabio e sfera con figure e commento, seguite dal Confronto del perimetro delle sfere, pubblicato varie volte; i Trattati sul Cielo e sulla Terra, che ebbero giudizi lusinghieri, e furono considerati a lungo fra le migliori produzioni scientifiche cinesi.
Tradusse in cinese anche il Trattato della memoria locale, scritto in anni giovanili a Roma, e infine, il Dizionario europeo-cinese, con il quale cercò di avvicinare i Cinesi alle lingue occidentali.
A far conoscere la Cina all'Occidente, meglio di qualsiasi altra opera, contribuì il suo lungo memoriale Dell'entrata della Compagnia di Gesù e della cristianità nella Cina, diffuso originariamente in Europa da una libera versione latina del Trigault, che ebbe tanto successo da essere tradotta anche in italiano. E' un'opera sincera e semplice che riporta un'onesta narrazione dell'operato dei Gesuiti e della vita cinese così come l' aveva vissuta Padre Matteo Ricci.
Inoltre, tradusse in latino e commentò i Quattro libri, contenenti le dottrine di Confucio e Mencio; tale opera fu di grande influsso sulla formazione morale e intellettuale dei cinesi.
Collaborò con Padre Ruggeri per la composizione di un dizionario portoghese-cinese, opera che rimase incompleta.